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TuttoFondi: in copertina arc Asset Management “2 milioni di fondi collocati in due mesi col web e soluzioni ad hoc sullo scudo fiscale”

(TuttoFondi 14 novembre 2009 - A cura di Simona Cornaggia)

Niente banche o compagnie assicurative alle spalle. Ma una private company lussemburghese nelle mani dei manager-azionisti. Questo, in sintesi, il profilo di arc Asset Management, società di gestione con..

Continua a leggere >> TuttoFondi 14/11/09

 

MIV: MICROFINANZA E BUSINESS.

(Pubblicato su FondiOnLine il 12 novembre 2009
A cura di Angelo Lazzari, per Arc Asset Management)

C’è una nuova sigla nel futuro della finanza: MIV-Veicoli di Investimento di Microfinanza, cioè veicoli che investono in microfinanza. Sì: ma cos’è la microfinanza? La parola intende l’offerta di prodotti finanziari per i poveri e categorie a bassissimo reddito, per tutti i soggetti non bancarizzabili.
E’ in veloce crescita e non si occupa solo di micro-prestiti, ma anche di strumenti di risparmio, prodotti assicurativi, carte di credito... Servizi finanziari solitamente rivolti a micro-imprenditori che vogliono lanciare o sviluppare le loro micro-imprese, ma essendo soggetti non bancarizzabili non sono assolutamente assistiti dal mondo finanziario tradizionale.

La terza via: oltre la carità e la speculazione.

Una prima considerazione: spesso in Italia si confonde la microfinanza con la carità.
La microfinanza invece non è carità: è business. Business rivolto a quelle categorie che il mondo finanziario tradizionale non può e non vuole servire.
Ritengo la microfinanza la terza via, oltre la carità e oltre al business tradizionale. Nei paesi in via di sviluppo circa il 60% della popolazione non può accedere ai normali servizi bancari; la microfinanza è una soluzione. Non ci riguarda? Beh, nell’Italia del primissimo mondo, circa il 15% della popolazione non può avere accesso ai servizi bancari!
Per rendere l’attività delle istituzioni di microfinanza sostenibile nel tempo (liberandole dalla “volatilità” delle donazioni), sono nati e stanno crescendo i MIV, veicoli di raccolta di risparmio di sottoscrittori, quali investitori istituzionali e non, il cui scopo è investire in microfinanza.
Le forme legali di questi veicoli sono diverse: possono essere fondi non armonizzati, quali sicav parte 2, sicav-sif, SICAR, holding varie.
E qui scatta una seconda considerazione: come si può vedere, non è possibile avere un fondo armonizzato, quindi collocabile al retail, che possa investire direttamente in microfinanza, quindi è molto difficile per il pubblico retail investire parte dei loro risparmi in microfinanza, nonostante l’interesse e la domanda siano in crescita.
In attesa di ormai prossime news su questo punto, vale la pena iniziare a investire qualche minuto in un breve excursus sulla microfinanza.

Continua a leggere >> FondiOnLine 12/11/09

 

Come funziona lo scudo per gli “illiquidi”

(contributo di Angelo Lazzari, AD di arc Asset Management, pubblicato sul sito di Morningstar il 16 ottobre 2009)

 

In caso di asset liquidi (denaro, titoli, azioni o ogni altro strumento quotato sui mercati regolamentati), lo scudo non desta nessuna particolare problematica per il rimpatrio o la regolarizzazione. Il cliente, coadiuvato dall’intermediario finanziario, compila la dichiarazione di riservatezza e nel giro di qualche giorno il tutto si risolve con trasferimento dei titoli quotati e con un bonifico. Ma per tutti gli altri asset?

 

Guardiamo l’analisi di Banca d’Italia: il 10% delle famiglie italiane detiene il 50% della ricchezza, di cui il 40% in attività finanziarie e ben il 60% in attività reali. In caso di patrimoni superiori ai 20 milioni la percentuale di asset reali è sicuramente maggiore del 60% di quella totale ed è costituita da attività immobiliari, sia nei paesi UE che extra UE, partecipazioni in società estere, sia di comodo che industriali, beni di lusso e oggetti di valore.
E’ proprio la ricchezza reale detenuta all’estero a creare maggiori problematiche di scudo perché molte fattispecie sono ancora oggetto di chiarimenti, che forse non arriveranno in tempo utile. Che fare con un immobile in Francia o con una partecipazione in un’azienda industriale nell’est Europa o con un’opera d’arte acquistata negli Stati Uniti?

 

Per risolvere tutte queste problematiche, che lo scudo fiscale mette ulteriormente a nudo, si potrebbe utilizzare lo strumento fondo di investimento dedicato, un veicolo di investimento che per sua natura può detenere gli asset finanziari (tipico dei fondi retail), ma soprattutto quelli reali. Il fondo dedicato inoltre, per le sue caratteristiche, coinvolge attori come gli organi di vigilanza e di controllo, le banche depositarie, le società di gestione del risparmio, i revisori, rappresentando lo strumento più tutelante per l’investitore. Dal 1° gennaio 2010 anche gli organismi di investimento collettivo non armonizzati, quali i fondi dedicati, verranno assoggettati alla tassazione del 12,5% (art. 14, DL n.135 del 25-10-2009) e non entreranno più nella dichiarazione dei redditi con tassazione ordinaria. Ma attenzione a non prendere scorciatoie e a non usare questi strumenti per fini evasivi o elusivi. I casi di commissariamento di SGR immobiliari da parte di Banca d’Italia dovrebbero insegnare qualcosa.

 

Lo scudo fiscale rappresenta quindi l’occasione perfetta per approcciare “da Istituzionale” la gestione della ricchezza e per ottimizzarla a livello fiscale in modo trasparente.

 

Se il gestore fa il distributore

Nuove Frontiere - Arc-Am apre la strada alle società di gestione che vogliono vendere fondi direttamente. Usando internet.
(di Roberta Caffarati)


Non c'è bisogno dello sportello bancario e nemmeno del promotore finanziario. Per vendere fondi può bastare la società di gestione, che li fabbrica. E che può, saltando almeno un anello della catena distributiva, abbattere il prezzo.

Continua a leggere >> Economy 01/10/09

 

 

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